Nel 1953, mentre l'America tremava per le paure atomiche e il maccartismo cercava nemici ovunque, Jack Arnold realizza un film di fantascienza rivoluzionario tratto da un racconto di Ray Bradbury.

"Destinazione Terra" ci racconta di una nave aliena precipitata nel deserto dell'Arizona, ma non è l'ennesima storia di invasione e distruzione. È qualcosa di più profondo e visionario: un film che osa chiedersi se il diverso sia davvero un nemico o semplicemente un viaggiatore sfortunato.

Con Richard Carlson e Barbara Rush, Arnold costruisce un thriller che è anche una riflessione sulla paranoia, sulla paura dell'altro e sulla possibilità di comunicare oltre le apparenze.

Girato con mezzi ridottissimi ma con una visione che anticipa Spielberg di oltre vent'anni, questo piccolo capolavoro dimenticato ci ricorda che la fantascienza più intelligente non è quella che ci fa sognare mondi lontani, ma quella che ci aiuta a capire meglio il nostro.

Un film che parla degli anni Cinquanta ma guarda dritto al futuro, con una domanda ancora attualissima: cosa facciamo quando incontriamo qualcosa che non comprendiamo?