La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione "“La felicità è dietro l’angolo” di Étienne Chatiliez (1995)

Cosa fareste se scopriste, da un giorno all'altro, di avere un'altra identità, un'altra donna e un'altra vita che vi aspetta nel sole del Sud della Francia?

È la domanda che Étienne Chatiliez mette al centro di questo gioiello della commedia francese del 1995, con un Michel Serrault in stato di grazia assoluta.

In questa puntata parliamo di un film che sa essere leggero senza essere superficiale, divertente senza essere volgare, e che nasconde sotto la superficie di una storia improbabile una riflessione autentica sul coraggio di ricominciare.

Perché a volte la felicità non è irraggiungibile. È solo dietro l'angolo. E basta avere la fortuna — o la sfacciataggine — di girarci.

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Recensione “Non ci resta che piangere” di Roberto Benigni e Massimo Troisi (1984)

In questa puntata parliamo di uno dei film più amati e irripetibili del cinema comico italiano: "Non ci resta che piangere" di Roberto Benigni e Massimo Troisi.

Due giganti del teatro e dello schermo che nel 1984 si ritrovano insieme davanti e dietro la macchina da presa per raccontare le avventure di un bidello (allora si chiamava così) e un maestro elementare finiti per sbaglio nel 1492. Il risultato è una sequenza inarrestabile di gag memorabili, a partire dalla leggendaria spiegazione del gioco della scopa a Leonardo da Vinci.

Ma questa è anche la storia di due artisti straordinari che, anni dopo, avrebbero raggiunto ciascuno per la propria strada la soglia degli Oscar. Una coincidenza? Forse. O forse no.


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Recensione “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini (1962)

Pier Paolo Pasolini, una Roma spietata e bellissima, e una donna che cammina di notte con tutta la storia d'Italia sulle spalle.

Oggi parliamo di "Mamma Roma", il film del 1962 che ha consegnato Anna Magnani all'immortalità — non quella degli Oscar e dei premi, ma quella vera, quella che resiste ai decenni e non chiede il permesso a nessuno.

Un'opera che Pasolini costruisce come una tragedia greca ambientata nelle borgate, tra palazzi a metà e sogni spezzati, dove una madre ex prostituta insegue per il figlio un futuro normale che il mondo attorno a lei ha già deciso di negarle.

Ne parliamo senza filtri, senza nostalgia di maniera, cercando di capire perché questo film, a oltre sessant'anni dalla sua uscita, continua a fare male esattamente come la prima volta.

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Recensione "Star Wars - L'impero colpisce ancora" di Irvin Kershner (1980)

C'è un film che non si dimentica. Un film che, a distanza di quasi cinquant'anni, continua a parlare a generazioni di spettatori con la stessa forza dirompente del primo giorno.

In questa puntata de La Foglia d'Acanto parliamo di "L'impero colpisce ancora", il capolavoro di Irvin Kershner che nel 1980 ha trasformato una saga di successo in un mito immortale.

Dal maestro Yoda al duello più celebre della storia del cinema, passando per la rivelazione che ha cambiato tutto: scopriremo insieme perché questo secondo capitolo non è semplicemente il migliore della saga, ma uno dei film più significativi mai realizzati.

Che la Forza sia con voi!

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Recensione “Getaway!” di Sam Peckinpah (1972)

Doc McCoy esce di prigione, carica una pistola, rapina una banca e scappa verso il Messico con una moglie bellissima e mezzo mondo alle calcagna.

In mezzo ci sono Jim Thompson, uno degli scrittori più spietati del noir americano, la sceneggiatura di Walter Hill e la regia di Sam Peckinpah, che trasforma tutto in cinema come solo lui sapeva fare. Oggi parliamo di "Getaway!" del 1972: un film di fuga, di violenza secca e di una coppia che si ama e si ferisce con la stessa naturalezza con cui respira.

Con uno Steve McQueen monumentale e una Ali MacGraw che non ha bisogno di chiedere il permesso a nessuno per occupare lo schermo.

Benvenuti a La Foglia d'Acanto.