Un noir ipnotico girato in pochi giorni con un budget ridottissimo, eppure "Detour" è capace di incarnare l'essenza più pura del cinema americano.
Edgar G. Ulmer trasforma i limiti produttivi in poetica visiva, costruendo un incubo febbrile lungo la strada che collega New York a Los Angeles. Tom Neal interpreta Al Roberts, autostoppista maledetto intrappolato in una spirale di sfortuna e colpa dove ogni scelta sembra condurre verso il baratro.
Ann Savage è la femme fatale più velenosa del noir, una presenza devastante che divora lo schermo con la sua rabbia disperata. Ulmer orchestra ombre espressioniste e flashback vertiginosi in poco più di sessanta minuti di cinema essenziale, dove il fatalismo diventa protagonista assoluto.
Un capolavoro misconosciuto che dimostra come la grandezza artistica non dipenda dai mezzi ma dalla visione, un film che continua a ossessionare lo spettatore ben oltre i titoli di coda.








