Prima di Stanley Kubrick, prima di George Lucas, prima che la fantascienza diventasse sinonimo di effetti speciali e battaglie intergalattiche, un regista sovietico sconosciuto inOccidente stava reinventando il cinema spaziale.

Pavel Klushantsev, con "I 7 navigatori dello spazio" del 1962, costruiva sequenze in assenza di gravità che avrebbero fatto scuola per decenni, mostrava il cosmo come un abisso silenzioso e indifferente, anticipava AndrejTarkovskij e influenzava generazioni di cineasti.

Un film dimenticato che merita di essere riscoperto, un visionario che ha cambiato il modo di raccontare lo spazio senza che nessuno gli desse credito. Questa è la storia di come la guerra fredda nascose un capolavoro, e di come il genio trova sempre la sua strada, anche attraverso il silenzio del vuoto cosmico.