Nel 1944, mentre il mondo era in fiamme, Hollywood produceva un gioiello noir che avrebbe anticipato di decenni il moderno cinema di spionaggio: "La maschera di Dimitrios".
Jean Negulesco porta sullo schermo il capolavoro di Eric Ambler, maestro della spy story e fonte d'ispirazione per lo stesso Ian Fleming. Un cadavere su una spiaggia turca, un criminale internazionale dalla vita misteriosa, uno scrittore troppo curioso che decide di indagare sul passato del defunto.
Con la coppia d'oro Peter Lorre e Sidney Greenstreet, il film costruisce attraverso flashback intrecciati il ritratto di un uomo senza volto, in un'Europa crepuscolare dove nessuno è ciò che sembra. Una struttura narrativa alla "Quarto potere" applicata al thriller di spionaggio, con una fotografia che scolpisce le ombre come solo il grande noir classico sapeva fare. Un'opera sofisticata che merita di essere riscoperta.








