Torniamo nel fangoso Medioevo britannico per parlare di uno dei film comici più influenti e sovversivi della storia del cinema: "Monty Python e il Santo Graal" di Terry Gilliam e Terry Jones.
Un'opera che ha trasformato la leggenda arturiana in un manifesto di anarchia comica, dove Re Artù galoppa senza cavallo, i cavalieri discutono di filosofia mentre perdono gli arti, e un coniglio diventa la creatura più letale del regno. Analizziamo come i Monty Python abbiano decostruito non solo un genere cinematografico, ma il linguaggio stesso del cinema, creando un capolavoro di nonsense intelligente che ancora oggi ci insegna che l'assurdo può essere la forma più onesta di verità.
Un film che ride di tutto, specialmente di se stesso, e che ci ricorda che la libertà creativa non conosce limiti quando si ha il coraggio di infrangere ogni regola.








