La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “I misteri del giardino di Compton House” di Peter Greenaway (1982)

Un enigma visivo avvolto in una sinfonia barocca: "I misteri del giardino di Compton House" di Peter Greenaway è un'opera che sfida ogni convenzione narrativa. Vi racconto perché questo film del 1982 rappresenta un vertice del cinema sperimentale britannico, con il suo intricato giallo ambientato nell'Inghilterra del XVII secolo, la sua ossessiva composizione visiva e la straordinaria colonna sonora di Michael Nyman. Un'opera dove arte, potere e morte si intrecciano in un labirinto di significati nascosti e dove ogni inquadratura è una tela dipinta con maniacale precisione.

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Recensione “Qui” di Richard McGuire (2014)

"Qui" di Richard McGuire: un unico angolo di casa che attraversa millenni di storia umana e milioni di anni della Terra. Vi racconto perché questo romanzo grafico è una rivoluzione narrativa che trasforma un semplice spazio domestico in un viaggio attraverso il tempo. Un fumetto che sfida la nostra percezione del tempo e dello spazio con una tecnica visiva innovativa e un messaggio profondamente filosofico sulla fragilità dell'esistenza umana.


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Recensione “I diabolici” di Henri-Georges Clouzot (1955)

Il capolavoro del thriller psicologico francese: "I diabolici" di Henri-Georges Clouzot, un film che ha ridefinito il concetto di suspense cinematografica nel 1955. Vi racconto perché questa pellicola inquietante, con il suo piano omicida perfetto, i suoi colpi di scena sconvolgenti e la sua magistrale costruzione della tensione, continua a essere un punto di riferimento imprescindibile del cinema noir. Un'opera che ha influenzato persino Hitchcock e che, ancora oggi, sa come gelare il sangue nelle vene.

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Recensione “Tre fratelli” di Francesco Rosi (1980)

Dal Sud alle grandi domande esistenziali: "Tre fratelli" di Francesco Rosi è un affresco potente dell'Italia degli inizi degli anni '80. Il film riunisce tre straordinari interpreti - Philippe Noiret, Michele Placido e Vittorio Mezzogiorno - in un ritorno alle radici che diventa riflessione sul destino personale e collettivo. Attraverso il lutto per la madre, Rosi esplora magistralmente le tensioni sociali di un'epoca segnata dal terrorismo e dalle trasformazioni. Nella mia recensione, vi racconto perché questa opera rimane una pietra miliare del cinema italiano d'autore.


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Recensione “3 uomini in fuga” di Gérard Oury (1966)

Risate senza confini: "Tre uomini in fuga" è una tempesta di comicità che attraversa l'Europa! Il genio di Gérard Oury dirige il duo esplosivo Bourvil-De Funès in una rocambolesca avventura di fughe e travestimenti nella Francia occupata. Un classico della commedia francese del 1966 che mescola umorismo e tensione in un cocktail irresistibile. Un film che continua a farci ridere dopo quasi 60 anni!