La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Fuochi d’artificio in pieno giorno” di Yi’nan Diao (2014)

Una città industriale nel gelo dell’inverno cinese, un poliziotto disilluso, una serie di delitti brutali e misteriosi, una donna enigmatica che sembra custodire tutte le chiavi di un doloroso segreto.
Con Fuochi d’artificio in pieno giorno, Yi’nan Diao firma un noir lirico e glaciale, dove le esplosioni emotive restano trattenute sotto la superficie, come brace sotto la neve.

Orso d’Oro a Berlino 2014, il film è una danza di ombre, silenzi e solitudini, che racconta la Cina post-industriale meglio di qualsiasi cronaca.
In questa puntata de "La Foglia d’Acanto", esploriamo un'opera sospesa tra thriller, dramma e poesia, dove ogni fotogramma brucia a bassa voce.

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Recensione “Monster’s Ball – L’ombra della vita” di Marc Forster (2001)

"Monster’s Ball – L’ombra della vita" è un film che lacera e riconcilia, che attraversa il dolore umano come fosse un paesaggio bruciato, per poi ricostruire, nel silenzio, una possibilità di redenzione.


Diretto da Marc Forster e interpretato magistralmente da Halle Berry (Oscar come miglior attrice protagonista) e Billy Bob Thornton, il film ci mette di fronte alla brutalità della colpa, del lutto e del razzismo, ma anche alla forza inattesa dell’amore che nasce nel punto più basso dell’esistenza.
In questa puntata de "La Foglia d’Acanto", esploriamo un'opera cruda e poetica, capace di raccontare l'intimità e la solitudine come pochi altri film della sua epoca.

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Recensione “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov (1967)

...Cosa succede quando il Diavolo arriva a Mosca negli anni Trenta, accompagnato da un gatto gigante che parla, un assassino in frac e una strega dai capelli rossi?
Nel cuore di una società atea e oppressiva, Michail Bulgakov costruisce un romanzo visionario e provocatorio, dove realtà e fantasia si intrecciano in una satira profonda sull’arte, la fede e il potere.

In questa puntata de "La Foglia d’Acanto", ci addentriamo nel capolavoro che ha sfidato la censura sovietica, incantato intere generazioni e cambiato per sempre la letteratura del Novecento.

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Recensione “Milioni che scottano” di Eric Till (1968)

Nel panorama cinematografico del 1968, Eric Till ci regala una commedia che mescola con sapiente equilibrio tensione e ironia. Con un cast affiatato, tra cui spiccano Peter Ustinov e Maggie Smith, e una regia che sa dosare perfettamente i ritmi, il film rappresenta un piccolo gioiello del cinema di genere degli anni Sessanta, capace di intrattenere senza mai prendersi troppo sul serio.

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Recensione “Il cielo può attendere” di Ernst Lubitsch (1943)

Eleganza, ritmo moderno e sottile malizia si fondono nel capolavoro di Ernst Lubitsch del 1943. Scopriamo come "Il cielo può attendere" rivoluzionò la commedia cinematografica grazie all'inconfondibile "Lubitsch touch", influenzando generazioni di registi, tra cui il suo celebre allievo Billy Wilder.

Un'analisi del film che osò trattare temi scabrosi come l'infedeltà coniugale, sfidando la rigida censura hollywoodiana fino a dover sacrificare il significato stesso del suo titolo.