La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione del libro “La controspia” di Peter Ustinov (1990)

Recensione del libro "La controspia". Con la stessa acuta intelligenza che caratterizzava le sue interpretazioni sul grande schermo e sul palcoscenico, Ustinov costruisce due racconti divertenti e godibilissimi: "La controspia" e "Non chiamatelo naso". Con uno stile ironico e sofisticato, Ustinov dipinge un affresco di personaggi memorabili, svelando l'assurdità della burocrazia internazionale e l'umanità fragile che si nasconde dietro le maschere.


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“La segretaria quasi privata” di Walter Lang (1957)

Recensione del film. In un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale e dal dibattito sul suo impatto sul lavoro, riscoprire "La segretaria quasi privata" di Walter Lang è un'esperienza illuminante. Questo gioiello cinematografico con Spencer Tracy e Katharine Hepburn non solo delizia con la sua brillante commedia romantica, ma sorprende per la sua visione profetica: un enorme computer minaccia di sostituire un team di bibliotecarie. Un film che, con 68 anni di anticipo, ha perfettamente intuito le ansie e le speranze della nostra era digitale, dimostrando che certe preoccupazioni umane trascendono il tempo.


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“Giorno maledetto” di John Sturges (1955)

Recensione del film "Giorno maledetto di John Sturges. Con un imponente Spencer Tracy nei panni del protagonista John J. Macreedy, il film ci porta in una piccola cittadina deserta del Sud-Ovest americano, dove l'arrivo di un misterioso uomo con un braccio solo scatena tensioni e sospetti tra gli abitanti. Ambientato nell'immediato secondo dopoguerra, il film affronta con coraggio temi come il razzismo, la colpa collettiva e l'omertà, avvolgendo tutto in un'atmosfera claustrofobica e minacciosa. Sturges dirige con mano sicura questa parabola morale che, pur nella sua semplicità narrativa, si rivela un potente atto d'accusa contro l'intolleranza e la codardia sociale.

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“Un affare di donne” di Claude Chabrol (1988)

Recensione del film: Claude Chabrol realizza com maestria una delle sue opere più potenti e disturbanti. Ambientato nella Francia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, il film racconta la vera storia di Marie-Louise Giraud, interpretata da una straordinaria Isabelle Huppert. Questa donna comune, per sopravvivere alle difficoltà economiche del periodo, inizia a praticare aborti clandestini, finendo per diventare una delle ultime donne giustiziate in Francia. Con uno sguardo lucido e spietato, Chabrol dipinge un ritratto complesso della società francese sotto il regime di Vichy, esplorando temi come la moralità in tempi di crisi, l'emancipazione femminile e l'ipocrisia sociale.


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“Luv vuol dire amore?” di Clive Donner (1967)

Recensione del film "Luv vuol dire amore?": una commedia diretta dal regista britannico Clive Donner. Basata sull'omonima opera teatrale di Broadway di Murray Schisgal, questa pellicola vede protagonisti Jack Lemmon, Peter Falk e Elaine May in un triangolo amoroso che irride con acidità le convenzioni sociali e le manie esistenzialiste dell'epoca. Ambientata a New York, la commedia racconta di Harry (Jack Lemmon), un uomo d'affari che, dopo essere stato salvato dalll'amico Milt (Peter Falk) dal suicidio, finisce coinvolto in un bizzarro intreccio sentimentale con la moglie di quest'ultimo, Ellen (Elaine May). Con uno humor nero che anticipa il cinema indie degli anni successivi, Donner trasforma una riflessione sul matrimonio e la disperazione moderna in una farsa dai toni surreali che merita ancora oggi di essere riscoperta.