La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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“Piombo rovente” di Alexander Mackendrick (1957)

Un noir affilato come un rasoio che vede Tony Curtis e Burt Lancaster in due delle interpretazioni più memorabili della loro carriera. Alexander Mackendrick firma una regia impeccabile, trasformando la New York notturna in un palcoscenico di ambizione, corruzione e manipolazione mediatica. Un film che, a oltre 60 anni dalla sua uscita, rimane incredibilmente attuale nella sua analisi del potere della stampa e dei suoi abusi.


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“Manodopera” di Alain Ughetto (2022)

Alain Ughetto firma un'opera straordinaria che supera i confini del cinema d'animazione, trasformando "Monodopera" in un viaggio intimo e rivoluzionario attraverso le pieghe dell'identità lavorativa. Un racconto animato che dissolve i confini tra arte, lavoro e narrazione personale, dove ogni fotogramma è un respiro, ogni movimento un racconto.

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“Il porto delle nebbie” di Georges Simenon (1932)

Quando la nebbia si addensa sui moli di Le Havre, il commissario Maigret si trova ancora una volta immerso in un'indagine che va ben oltre il semplice crimine. Georges Simenon, maestro del romanzo poliziesco, tratteggia in "Il porto delle nebbie" un ritratto umano profondo, dove l'atmosfera cupa e l'indagine si fondono in un racconto che scava nell'animo umano con la precisione di un bisturi.

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“Mi chiamo Gulia Ross” di Joseph H. Lewis (1945)

"Mi chiamo Giulia Ross" è un thriller psicologico che in soli 65 minuti riesce a creare un'atmosfera di claustrofobica tensione. Nina Foch interpreta una giovane donna che accetta un lavoro come segretaria, ritrovandosi improvvisamente intrappolata in una villa isolata dove tutti insistono che sia la moglie mentalmente instabile del padrone di casa. Lewis, maestro del cinema di serie B elevato ad arte, trasforma un budget limitato in un angosciante incubo gotico che anticipa temi e atmosfere di "La donna che visse due volte" del maestro Hitchcock. Un piccolo capolavoro del noir femminile che merita di essere riscoperto.