La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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“La prima volta di Jennifer” di Paul Newman (1968)

Il debutto alla regia di Paul Newman è un delicato e struggente ritratto di una donna sola e complessa. "La prima volta di Jennifer" ("Rachel, Rachel" in originale) è una piccola gemma del cinema indipendente americano che esplora con sensibilità il risveglio emotivo e sessuale di un'insegnante trentacinquenne in una piccola città del Connecticut. Joanne Woodward, compagna anche nella vita di Newman, ci regala una delle sue interpretazioni più toccanti.


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“Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams (1947)

Passioni roventi, anime tormentate e il soffocante caldo della New Orleans del dopoguerra: "Un tram che si chiama Desiderio" rimane, a oltre 75 anni dal suo debutto, uno dei più potenti ritratti del desiderio e della fragilità umana mai portati sul palcoscenico. Il capolavoro di Tennessee Williams continua a elettrizzare il pubblico con la sua esplorazione spietata dei temi della sessualità, della classe sociale e della perdita dell'identità, attraverso il tragico declino di Blanche DuBois.

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“Anatomia di una caduta” di Justine Triet (2023)

Un thriller psicologico che scava nelle pieghe di un matrimonio e di un presunto delitto, dove nulla è come sembra. "Anatomia di una caduta" conferma il talento di Justine Triet nel dirigere un film che tiene incollati alla poltrona, tra tensione giudiziaria e dramma familiare. Sandra Hüller regala una delle interpretazioni cinematografiche più intense degli ultimi anni.

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“In viaggio con la zia” di George Cukor (1972)

Quando il talento di George Cukor incontra il magnetismo di Maggie Smith, il risultato non può che essere memorabile. "In viaggio con la zia" è una deliziosa commedia che brilla grazie all'interpretazione magistrale della Smith nei panni dell'eccentrica zia Augusta. L'attrice, all'epoca appena trentottenne, dà vita con straordinaria versatilità a un personaggio settantenne, regalandoci una performance che le valse una meritata nomination all'Oscar. Basato sul romanzo di Graham Greene, il film ci trascina in un'avventura rocambolesca attraverso l'Europa, dove un tranquillo banchiere scopre, grazie alla zia, che non è mai troppo tardi per iniziare davvero a vivere.