La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Wolf Children – Ame e Yuki i bambini lupo” di Mamoru Hosoda (2012)

In questa puntata parliamo di Wolf Children – Ame e Yuki i bambini lupo, il capolavoro d'animazione del regista giapponese Mamoru Hosoda uscito nel 2012.

La storia di Hana, giovane madre rimasta sola a crescere due figli nati dall'unione con un uomo lupo, diventa una potente e poetica riflessione sulla maternità, sulla perdita e sul coraggio di lasciare andare chi si ama. Un film che sa commuovere senza mai scadere nel sentimentalismo, alternando momenti di leggerezza irresistibile a sequenze di rara bellezza visiva.

Tra boschi innevati e scelte di vita impossibili, Hosoda ci racconta qualcosa di universale: cosa significa amare qualcuno abbastanza da rispettare la sua libertà. Una recensione senza spoiler, come sempre, per accompagnarti nella scoperta di un'opera che merita di essere vista e ricordata.

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Recensione “Il dormiglione” di Woody Allen (1973)

Era il 17 dicembre 1973 quando Woody Allen usciva nelle sale americane con "Il dormiglione", una delle commedie più irresistibili della sua carriera.

Miles Monroe, musicista newyorkese proprietario del ristorante vegetariano "Il Sedano Allegro", si risveglia dopo quasi due secoli di ibernazione in un futuro distopico e totalitario, con tutte le sue ossessioni e i suoi complessi d'inferiorità perfettamente intatti.

Allen prende in giro la fantascienza del suo tempo, strizza l'occhio a George Lucas e a Orwell e al suo "1984", e costruisce un universo satirico dove ogni dettaglio è pensato per deflagrare nel momento meno atteso.

Con una Diane Keaton in stato di grazia nel ruolo di Luna, laureata in Semantica Prepuziale, "Il dormiglione" è cinema comico puro: denso di invenzioni, intelligente, e ancora capace di far sbellicare dopo cinquant'anni.

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Recensione “Anche i dottori ce l’hanno” di Arthur Hiller (1971)

New York, 1971. Un grande ospedale metropolitano che dovrebbe salvare vite si sta divorando dall'interno. Herbert Bock è il primario: un uomo brillante, sconfitto, che ha smesso di credere in quasi tutto, compreso se stesso.

Arthur Hiller dirige, Paddy Chayefsky scrive con il bisturi, e George C. Scott porta sullo schermo una delle interpretazioni più totali e devastanti della storia del cinema americano.

"Anche i dottori ce l'hanno" è una feroce commedia nera sul collasso di un sistema e di un uomo, un film che dopo più di cinquant'anni non ha perso un grammo della sua bruciante attualità.

In questa puntata vi racconto perché vale assolutamente la pena (ri)scoprirlo.

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Recensione “L’ispettore Martin ha teso una trappola” di Stuart Rosenberg (1973)

In una calda notte di San Francisco, un uomo imbraccia un mitra su un autobus affollato e cambia per sempre la vita dell'ispettore Martin.

Tratto dal romanzo svedese di Per Wahlöö e Maj Sjöwall — la coppia che ha inventato il noir scandinavo moderno — questo poliziesco del 1973 diretto da Stuart Rosenberg ci mostra un Walter Matthau inedito e sorprendente, lontanissimo dalla commedia che lo aveva reso famoso.

Un detective cupo, ossessivo, che porta il peso di un caso irrisolto mentre la città esplode e la politica chiede risultati a tutti i costi. Un film che racconta un'America spezzata, incapace di fidarsi di se stessa, dove la verità costa cara. E un finale che lascia senza fiato.

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Recensione “Vacanze matte” di Richard Powell (1959)

Richard Powell è uno di quegli autori che il tempo ha ingiustamente messo in secondo piano, ma che bastano poche pagine per ricordarti perché meriterebbe molto più spazio sugli scaffali.

In questa puntata parliamo di Vacanze matte, romanzo del 1959 in cui Powell trasforma la vacanza in famiglia in un piccolo laboratorio dell'anim3a americana: aspirazioni disallineate, piani che naufragano con eleganza, dialoghi che sembrano improvvisati e invece sono cesellati con cura artigianale.

Una commedia intelligente, affettuosa e tagliente al punto giusto, firmata dallo stesso autore del magnifico L'uomo di Filadelfia. Se non lo conoscete ancora, questa è l'occasione giusta per rimediare. Senza spoiler, come sempre.