La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “I love Radio Rock” di Richard Curtis (2009)

Nel 1966 il governo britannico dichiarò guerra al rock and roll, vietandolo dalle radio ufficiali. Ma quella musica non si poteva fermare. Nacquero così le radio pirata, trasmesse da navi ancorate fuori dalle acque territoriali inglesi, fuori dalla portata della legge.

La più celebre si chiamava Radio Rock. Richard Curtis ne ha fatto un film straordinario, con un cast eccezionale che include Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Nick Frost e Kenneth Branagh, e una colonna sonora che è pura leggenda. Oggi parliamo di I Love Radio Rock, un film che è insieme commedia, avventura e dichiarazione d'amore alla musica più libera del mondo.

Perché certe battaglie si vincono solo alzando il volume...

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Recensione “Se mi lasci ti cancello” di Michel Gondry (2004)

C'è un film che ha cambiato per sempre il modo in cui il cinema racconta l'amore e la memoria. "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" di Michel Gondry, uscito nel 2004, è un capolavoro che ancora oggi non smette di fare domande scomode: cosa faremmo se potessimo cancellare dalla memoria chi ci ha fatto soffrire? E soprattutto, ne varrebbe davvero la pena?

Con Jim Carrey in una delle interpretazioni più sorprendenti della sua carriera, una Kate Winslet straordinaria e una sceneggiatura di Charlie Kaufman premiata con l'Oscar nel 2005, questo film è un'esperienza visiva ed emotiva difficile da dimenticare — e il paradosso è assolutamente voluto.

Ne parliamo in questa puntata, insieme a una riflessione su uno dei titoli italiani più imbarazzanti della storia della distribuzione cinematografica nel nostro Paese.

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Recensione “Invictus – L’invincibile” di Clint Eastwood (2009)

Nel 1995, in un Sudafrica appena uscito dall'apartheid, una Coppa del Mondo di rugby diventa qualcosa di molto più grande di una competizione sportiva.

Clint Eastwood, con la mano sicura dei maestri veri, porta sullo schermo la storia vera di Nelson Mandela e del capitano degli Springboks François Pienaar, tratta dal libro di John Carlin "Ama il tuo nemico".

Due uomini cresciuti su sponde opposte di una ferita enorme, uniti dalla convinzione che lo sport possa fare quello che la politica da sola non riesce a completare. Morgan Freeman e Matt Damon offrono due delle loro migliori prove, in un film che parla di riconciliazione senza mai scivolare nella retorica, di dignità senza mai diventare predicatorio.

Una storia vera che sembra impossibile, raccontata con la sobrietà di chi sa che la realtà, quando è davvero grande, non ha bisogno di essere amplificata.

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Recensione “Appuntamento a Belleville” di Sylvain Chomet (2003)

Una nonna con la schiena storta e una scarpa ortopedica che cigola. Un nipote silenzioso che trova nella bicicletta l'unica forma di espressione di sé. Un pedalò attraverso l'oceano.

Con "Appuntamento a Belleville", Sylvain Chomet firma nel 2003 uno dei film d'animazione più originali e malinconici del cinema europeo, raccogliendo candidature all'Oscar e il confronto immediato con il grande Hayao Miyazaki.

Un lungometraggio quasi privo di dialoghi che racconta, attraverso corpi grotteschi e una colonna sonora jazz indimenticabile, l'amore assoluto e invincibile di una nonna verso il suo nipote. Un film per adulti, non per bambini. Da vedere e rivedere.

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Recensione “Hamnet – Nel nome del figlio” di Chloé Zhao (2025)

In questa puntata parliamo di "Hamnet – Nel nome del figlio", il film del 2025 con cui Chloé Zhao adatta per il grande schermo il romanzo di Maggie O'Farrell sulla storia vera, o almeno verosimile, di Agnes Hathaway e di suo marito Will, quello che il mondo conosce come William Shakespeare.

Un film lento nel senso nobile del termine, girato con la consueta sensibilità visiva di Zhao, che trova la sua anima vera nell'interpretazione straordinaria di Jessie Buckley: un'Agnes selvatica, ostinata, capace di portare sullo schermo un dolore che non ha bisogno di spiegazioni per arrivare dritto allo stomaco.