La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Zelig” di Woody Allen (1983)

Woody Allen, 1983: un uomo che cambia faccia, accento e persino colore della pelle a seconda di chi ha intorno. Non è fantascienza, non è horror: è Zelig, il mockumentary che ha anticipato di decenni le domande che ci facciamo ogni giorno su identità, conformismo e bisogno di appartenenza.

In questa puntata parliamo di uno dei capolavori più sottovalutati della storia del cinema, un film che al botteghino non sfondò ma che il tempo ha trasformato in un'opera immortale.

Scopriamo perché Leonard Zelig è molto più di un personaggio comico: è uno specchio scomodo in cui ciascuno di noi, prima o poi, finisce per riconoscersi. Perché la vera domanda non è chi fosse Zelig: ma quanto di Zelig c'è in ognuno di noi...

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Recensione “Star Trek” di Gene Roddenberry (1966-1969)

Nel 1966 Gene Roddenberry si presenta alla NBC con un'idea folle: un'astronave, un equipaggio multietnico e un alieno con le orecchie a punta, il tutto con il budget di una recita scolastica.

Il risultato è "Star Trek", la serie che ha cambiato per sempre la fantascienza — e non solo quella. Tre stagioni, settantanove episodi, un universo intero costruito con cartone, trucco e idee straordinarie.

In questo episodio parliamo di Kirk, Spock e McCoy, del coraggio di Roddenberry nel mettere sullo schermo il futuro che il presente non riusciva ancora a immaginare, e di come una serie cancellata per bassi ascolti sia diventata uno dei fenomeni culturali più duraturi della storia della televisione.

Pronti a salire a bordo?

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Recensione “Vita di Pi” di Yann Martel (2001)

Su una scialuppa di salvataggio, in mezzo all'Oceano Pacifico, un adolescente solo si ritrova faccia a faccia con una tigre del Bengala di duecentoventi chili. Si chiama Richard Parker. E forse — come ha detto il regista Ang Lee — la conosciamo tutti molto bene.

In questa puntata parlo di "Vita di Pi" di Yann Martel, il romanzo che ha vinto il Booker Prize nel 2002 e che Ang Lee ha trasformato in un film di straordinaria bellezza visiva. Una storia di sopravvivenza, certo, ma soprattutto una storia sulla volontà ostinata di restare vivi, sulle radici spirituali di quella volontà, e su cosa chiediamo davvero alle storie quando la realtà diventa troppo difficile da guardare senza filtri.

Perché "Vita di Pi" non è solo un romanzo di avventura: è una domanda che continua a risuonare anche dopo l'ultima pagina.

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Recensione “La mazzetta” di Sergio Corbucci (1978)

Mentre l'Italia era lacerata dal piombo e dagli scandali, Sergio Corbucci porta sul grande schermo il romanzo ironico a tinte noir di Attilio Veraldi "La mazzetta" con un grande Nino Manfredi, un serafico Ugo Tognazzi e un duro e tagliente Paolo Stoppa.

Corbucci decide di affidare la colonna sonora a un giovane musicista partenopeo che a soli 23 anni sta già cambiando la musica italiana: Pino Daniele.

Il risultato è un ritratto duro ma anche sincero e amorevole di una Napoli, metafora di tutto lo stivale, che in quegli anni faticava a riconoscersi.

Un'opera forse troppo sottovalutata che merita ancora oggi di essere riscoperta.

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Recensione “So dove vado” di Michael Powell (1945)

In questo episodio parliamo di un piccolo gioiello del cinema britannico degli anni Quaranta che pochissimi conoscono e che quasi tutti dovrebbero vedere: "So dove vado" di Michael Powell, girato nel 1945 con una Wendy Hiller in stato di grazia.

È la storia di una donna che ha pianificato ogni dettaglio della propria vita — compreso il matrimonio con un ricco industriale su un'isola delle Ebridi — e di una burrasca che manda all'aria tutto.

Una commedia romantica in apparenza, ma anche qualcosa di più: un ritratto sottile e intelligente dell'Inghilterra del dopoguerra, stanca, provata, ancora in bilico tra quello che era e quello che dovrà diventare.

Un film che sa emozionare senza alzare mai la voce.