La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “La nave di Teseo” di Doug Dorst e J.J. Abrams (2013)

Un libro che non si legge soltanto: si esplora, si smonta, si ricostruisce. "La nave di Teseo" di Doug Dorst e J.J. Abrams — il creatore di "Lost" — è un oggetto narrativo unico nel suo genere: un romanzo del 1949 firmato dal misterioso V.M. Straka, le cui pagine sono ricoperte di annotazioni manoscritte da due ragazzi che si scambiano teorie e segreti, mentre tra i fogli spuntano cartoline, fotografie, mappe su tovagliolini e ritagli di giornale.

Tre storie sovrapposte, un puzzle fisico da tenere tra le mani, un'esperienza di lettura che ridefinisce completamente il rapporto tra lettore e libro. Per chi pensa che la narrativa stia morendo... questa è la risposta migliore.

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Recensione “Shampoo” di Hal Ashby (1975)

George ha le mani d'oro: acconcia i capelli delle donne più belle di Beverly Hills e finisce inevitabilmente a letto con molte di loro. È bello, è bravo, è irresistibile. Ed è completamente perso.

"Shampoo" di Hal Ashby, con Warren Beatty anche produttore e doppiato superbamente da Pino Colizzi, Julie Christie, Goldie Hawn, una Lee Grant da Oscar come migliore attrice non protagonista e Jack Warden tra i migliori caratteristi di Hollywood, è una commedia amara ambientata nella notte in cui Nixon vinceva la presidenza americana.

Una notte in cui l'America voltava pagina, e George non se ne accorgeva nemmeno. La colonna sonora è firmata da Paul Simon. E da qualche parte, in una festa, c'è anche una giovanissima Carrie Fisher. Cercatela.

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Recensione “Tokyo Godfathers” di Satoshi Kon (2003)

Tre senzatetto, una neonata abbandonata tra i rifiuti, e la notte di Natale a Tokyo.

"Tokyo Godfathers" di Satoshi Kon è uno di quei film d'animazione che non ti aspetti e che non dimentichi: la storia di un alcolizzato, di un'adolescente in fuga e di una drag queen con un incontenibile desiderio materno, costretti dal caso — o dal destino — a fare i conti con il proprio passato. Un anime sulla redenzione che non predica, sulla famiglia che non si sceglie ma che a volte capita, e sugli invisibili che la città preferisce ignorare.

In questa puntata de "La Foglia d'Acanto" parliamo di uno dei capolavori dimenticati dell'animazione giapponese, firmato da un maestro che ci ha lasciati troppo presto.

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Recensione “La vita agra” di Carlo Lizzani (1963)

"La vita agra" di Carlo è molto più di una commedia: è un ritratto spietato e malinconico dell'Italia del miracolo economico, che attraverso la storia di un intellettuale sradicato e deluso racconta come il sistema sappia trasformare anche i più incendiari propositi di ribellione in tranquilla acquiescenza borghese.

Ugo Tognazzi offre una delle sue prove più sfumate e convincenti, affiancato da una Giovanna Ralli in grande spolvero, mentre una Milano in piena febbre di trasformazione fa da sfondo a una vicenda privata che è anche — e soprattutto — una vicenda collettiva.

Tratto dall'omonimo romanzo di Luciano Bianciardi, il film anticipa con lucidità inquietante derive sociali e culturali che avremmo impiegato decenni a riconoscere pienamente. Una visione imprescindibile, oggi forse ancora più attuale di allora.

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Recensione “Gatto nero gatto bianco” di Emir Kusturica (1998)

Sulle rive del Danubio, in un villaggio rom dove il caos è l'unica regola e la musica non smette mai, Emir Kusturica costruisce una delle commedie più vitali e irresistibili del cinema europeo degli anni Novanta.

"Gatto nero gatto bianco" — Leone d'argento a Venezia nel 1998 — è un film che non si guarda soltanto: si sente, si vive, si lascia addosso come una festa che non riesci a dimenticare. In questa puntata de La Foglia d'Acanto parliamo di un regista che aveva già vinto due Palme d'oro a Cannes e che, stanco del peso della storia, scelse la libertà assoluta.

Il risultato è un'opera caotica, generosa, straordinariamente umana, dove padri scriteriati, boss perennemente ubriachi, nonne immortali e giovani innamorati si muovono sullo sfondo di ritmi balcanici che entrano nelle orecchie e non se ne vanno più.

Una recensione senza spoiler, come sempre.