La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo (1923)

Attraverso il diario terapeutico di Zeno Cosini, un borghese triestino pieno di contraddizioni, Svevo ci regala un ritratto ironico e profondo dell'animo umano. È straordinario come un romanzo di cent'anni fa sembri parlare direttamente a noi contemporanei!

Chi non si è mai sentito un po' "inetto" come Zeno? Chi non ha mai rimandato decisioni importanti proprio come lui fa con il vizio del fumo, promettendo sempre "questa è l'ultima sigaretta"?

In questo romanzo troviamo tutto: l'influenza della nascente psicoanalisi di Freud, una struttura narrativa rivoluzionaria, e quella magnifica capacità di trasformare le nevrosi quotidiane in letteratura.

Dai rapporti complicati con il padre al matrimonio "sbagliato", dalle avventure extraconiugali ai fallimenti professionali, seguiremo Zeno nel suo percorso tortuoso, sempre in bilico tra verità e bugie, tra salute e malattia.

Insomma: un capolavoro immortale della letteratura.

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Recensione “Misera e nobiltà” di Eduardo Scarpetta (1955)

Oggi ci immergiamo in un autentico capolavoro della tradizione teatrale napoletana, rivisitato dal genio di uno dei più grandi maestri del teatro italiano: la ripresa televisiva di "Miseria e Nobiltà", commedia di Eduardo Scarpetta, diretta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1955 per la RAI .

In questa straordinaria operazione culturale, Eduardo non si limita a mettere in scena il celebre testo del padre adottivo Scarpetta, ma lo reinterpreta con la profondità e l'intensità che solo il suo sguardo poteva conferire a un'opera che oscilla sapientemente tra la risata irresistibile e la riflessione sociale più amara.

La trasposizione televisiva del 1955 rappresenta un documento storico di valore inestimabile: Eduardo, nei panni dello squattrinato scrivano Felice Sciosciammocca, trasforma la fame e la miseria in uno strumento di analisi impietosa della società, senza mai perdere il contatto con quella comicità dirompente che è il marchio di fabbrica della tradizione napoletana.

Attraverso la potenza espressiva della sua interpretazione e la sapiente direzione degli attori, Eduardo riesce a rinnovare un testo già entrato nell'immaginario collettivo, trasformandolo in un affresco universale sulla dignità umana che resiste anche nelle condizioni più estreme.

Un'occasione imperdibile per riscoprire come il teatro e la televisione italiana degli anni '50 abbiano saputo fondere tradizione e innovazione, creando un prodotto culturale che, a quasi settant'anni di distanza, continua a emozionare e far riflettere.

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Recensione “La nave dei folli” di Stanley Kramer (1965)

"La nave dei folli": quando il cinema del passato parla del nostro presente. Un viaggio nell'inquietante capolavoro di Stanley Kramer del 1965 che, come un oracolo cinematografico, aveva già previsto le fratture sociali e i pericoli che affrontiamo oggi. Un cast stellare fra cui spiccano: Vivie Leigh, Lee Marvin, Simone Signoret e Oskar Werner. Ascolta come una nave diretta verso la Germania nazista diventa la metafora perfetta della nostra società alla deriva.


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Recensione “Myra Breckinridge” di Gore Vidal (1968)

"Il romanzo più oltraggiante mai scritto da un americano rispettabile." Così il Time definì "Myra Breckinridge" quando Gore Vidal lo pubblicò nel 1968, scatenando uno scandalo letterario e culturale senza precedenti.

"Myra Breckinridge" non è solo un capolavoro di satira, ma un testo profetico che ha anticipato di decenni le discussioni contemporanee su identità di genere e la fluidità sessuale. Il romanzo, inizialmente considerato pornografico e degenerato, è oggi riconosciuto come una pietra miliare della letteratura queer e un classico della controcultura americana.

In questa puntata esploreremo la bomba letteraria che continua a detonare a distanza di oltre mezzo secolo, analizzando la visione radicale di Vidal, la sua rivoluzionaria rappresentazione del genere, e l'impatto duraturo di un'opera che sfida ancora oggi le nostre certezze identitarie.

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Recensione “Quinto non ammazzare!” di Robert Siodmak (1944)

Un uomo gentile può trasformarsi in assassino? Robert Siodmak esplora questa inquietante domanda nel suo noir del 1944, "Quinto non ammazzare!".

Charles Laughton interpreta magistralmente Philip Marshall, commerciante londinese intrappolato in un matrimonio infelice che intravede una possibilità di felicità quando incontra una giovane stenografa. Ma il suo cammino verso la libertà si rivelerà oscuro e pericoloso.

Laughton offre una delle sue interpretazioni più sfumate, creando un personaggio moralmente ambiguo che conquista la nostra simpatia nonostante le sue azioni. Siodmak, con la sua regia di derivazione espressionista, trasforma la Londra vittoriana in uno spazio claustrofobico dove luci e ombre rispecchiano i tormenti interiori del protagonista.

Oggi analizzeremo questo gioiello del noir americano che ci chiede: quando un crimine può essere giustificato? La giustizia e la legge coincidono sempre?