La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Il cielo può attendere” di Ernst Lubitsch (1943)

Eleganza, ritmo moderno e sottile malizia si fondono nel capolavoro di Ernst Lubitsch del 1943. Scopriamo come "Il cielo può attendere" rivoluzionò la commedia cinematografica grazie all'inconfondibile "Lubitsch touch", influenzando generazioni di registi, tra cui il suo celebre allievo Billy Wilder.

Un'analisi del film che osò trattare temi scabrosi come l'infedeltà coniugale, sfidando la rigida censura hollywoodiana fino a dover sacrificare il significato stesso del suo titolo.


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Recensione “Pioggia” di William Somerset Maugham (2013)

Nella raccolta "Pioggia", William Somerset Maugham ci regala due racconti magistrali che esplorano le profondità dell'animo umano. In "Pioggia", l'incessante precipitazione tropicale fa da sfondo al drammatico scontro tra la prostituta Sadie Thompson e il missionario Davidson, una battaglia di volontà che si trasforma in una riflessione spietata sull'ipocrisia morale. Ne "Il reprobo", l'autore disseziona con precisione chirurgica le complesse dinamiche familiari e il peso delle aspettative sociali. La prosa cristallina di Maugham, unita alla sua capacità di scavare nei lati più oscuri della natura umana, rende questi racconti scritti quasi un secolo fa sorprendentemente attuali e incisivi.


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Recensione “Nella città l’inferno” di Renato Castellani (1959)

In questo potente dramma carcerario ambientato nel penitenziario femminile di Regina Coeli, assistiamo all'incontro tra due donne agli antipodi: l'ingenua Lina, interpretata da Giulietta Masina, e la spregiudicata Egle, una straordinaria Anna Magnani in stato di grazia. La Magnani qui è una forza della natura: sfrontata, viscerale, magnetica nella sua interpretazione di una prostituta dal cuore d'oro che prende sotto la sua ala la timida compagna di cella.

"Nella città l'inferno" non è solo un film sulla reclusione fisica, ma una riflessione sulla prigione sociale e morale in cui molte donne erano confinate nell'Italia del dopoguerra. Un'opera che, attraverso la straordinaria chimica tra Magnani e Masina, due giganti del nostro cinema, ci regala sequenze di pura verità emotiva che restano impresse nella memoria.

Un classico firmato da Renato Castellani da riscoprire, che brilla ancora oggi per la sua modernità e per la potenza delle sue interpretazioni.