La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Il colpo della metropolitana” di Joseph Sargent (1974)

Un thriller urbano che ha definito il genere: Walter Matthau nei panni del tenente Zachary Garber affronta una delle situazioni più claustrofobiche del cinema. Quando quattro uomini armati sequestrano un vagone della metropolitana di New York chiedendo un milione di dollari di riscatto, inizia una partita a scacchi psicologica mozzafiato.

Joseph Sargent dirige con maestria questo capolavoro di suspense, dove la tensione cresce minuto dopo minuto nelle gallerie sotterranee di Manhattan. Matthau, in una delle sue migliori interpretazioni drammatiche, porta sullo schermo un poliziotto determinato ma umano, capace di entrare nella mente dei criminali senza perdere la propria umanità.

Un film che anticipa i thriller moderni con il suo realismo crudo e la sua ambientazione urbana opprimente. Imperdibile per gli amanti del cinema di tensione.

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Recensione “Anatomia di una rivolta” di John Wainwright (1982)

"Anatomia di una rivolta" di John Wainwright è un'opera cruda che precorre i tempi: l'assassinio di un giovane criminale di colore, da parte di due poliziotti, è l'evento che scatena un crescendo di tensioni sociali e razziali.

Un thriller poliziesco che diventa spietato affresco sociale della Gran Bretagna degli anni '80, tra razzismo, violenza istituzionale e manipolazione politica.

Un attualissimo romanzo noir da leggere.

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Recensione “Mancia competente” di Ernst Lubitsch (1932)

Ernst Lubitsch firma con "Mancia competente" uno dei suoi capolavori assoluti e uno dei massimi esempi del genere della commedia sofisticata. Questa deliziosa pellicola del 1932 racconta la storia di falso barone e falsa contessa, ladri di gioielli, si fanno assumere da ricca signora parigina per un colpo grosso, ma tutto si complica quando l'amore entra in gioco.

eCommedia elegante, gesti misurati, battute sofisticate rendono questo film un esempio immortale del "Lubitsch Touch" - quella capacità unica del regista di suggerire più di quanto mostri, di far sorridere con intelligenza.

Un capolavoro della frivolezza con interpreti infallibili, "Mancia competente" rimane oggi una delle più pure espressioni della commedia hollywoodiana degli anni '30, un film che sa essere contemporaneamente brillante e profondo, leggero e memorabile.

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Recensione “Il raggio verde” di Eric Rohmer (1986)

Cosa succede quando una vacanza saltata si trasforma in un viaggio nell’anima? Eric Rohmer ci regala una delle opere più intime e contemplative del cinema francese, seguendo Delphine in un’estate di solitudine che diventa ricerca di sé.

Un film che divide: lento per alcuni, ipnotico per altri. Marie Rivière offre un'interpretazione di rara naturalezza in questa meditazione sulla difficoltà di stare soli con se stessi. Rohmer trasforma l’ordinario in straordinario, trovando il dramma nel quotidiano e la grazia nei momenti più semplici.

Non è cinema per tutti, ma per chi sa aspettare, “Il raggio verde” rivela una profondità emotiva che tocca l’universale attraverso il particolare. Un capolavoro del cinema d’osservazione che celebra la possibilità di trovare la luce anche nell’incertezza.

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Recensione “Gente allegra” di Victor Fleming (1942)

"Gente allegra" è forse uno dei film più sottovalutati di Victor Fleming. Tratto dal romanzo "Pian della Tortilla" di Steinbeck (1935), racconta le avventure di un gruppo di paisanos nella Monterey degli anni '20.

Spencer Tracy, Hedy Lamarr e John Garfield brillano nei panni di Danny, Dolores e Pilon, incarnando perfettamente lo spirito picaresco dei personaggi steinbeckiani. Fleming riesce a tradurre cinematograficamente la prosa poetica dell'autore, bilanciando commedia e dramma sociale con maestria.

Un film che merita di essere riscoperto: testimonianza di quando Hollywood sapeva raccontare storie di umanità con grazia e autenticità.