La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “F.B.I. e la banda degli angeli” di Steve Carver (1974)

Steve Carver dirige con mano sporca e veloce la storia di Wilma McClatchie, madre single e fuorilegge interpretata da una magnetica Angie Dickinson che domina lo schermo con carisma e sensualità.

Siamo nel pieno della Grande Depressione e Wilma, insieme alle sue due figlie, decide di farsi giustizia da sola rapinando banche e facendo saltare depositi di whisky di contrabbando.

Il film mixa azione forsennata, crimine on the road, seduzione e violenza in un cocktail irresistibile che omaggia Bonnie and Clyde con spirito grindhouse. La Dickinson, lontana dalle parti canoniche di Hollywood, si cala in un personaggio sfrontato e libero, icona di un cinema di serie B che non chiede scusa a nessuno.

Tra sparatorie, inseguimenti in auto d'epoca e momenti di nudo esplicito, questo film, prodotto dal grande Roger Corman, è un documento perfetto del cinema popolare di quel decennio. Un film che non fa prigionieri, veloce, scollacciato e maledettamente divertente.

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Recensione “Sangue blu” di Robert Hamer (1949)

Nel 1949, Robert Hamer firma il capolavoro assoluto della commedia nera britannica: "Sangue blu". Otto omicidi, un solo attore straordinario (Alec Guinness), e una satira feroce dell'aristocrazia inglese che continua a far discutere dopo settant'anni.

Louis Mazzini decide di vendicarsi della famiglia che ha ostracizzato sua madre eliminando sistematicamente tutti gli eredi che lo separano dal titolo ducale. Ma è davvero possibile ridere di fronte a otto assassini?

Hamer ci dimostra di sì, costruendo un'opera che è insieme brillante, disturbante e profondamente umana. Un film che ha ridefinito i confini della commedia cinematografica e che ci costringe ancora oggi a interrogarci sui limiti della moralità e sul prezzo dell'ambizione.

Scopriamo insieme perché questo gioiello degli Ealing Studios rappresenta uno dei vertici assoluti del cinema mondiale.


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Recensione “Racconti fantastici” di Daniele D’Anza (1979)

Nel 1979, la RAI produce uno degli sceneggiati più visionari e inquietanti della televisione italiana: "Racconti fantastici" diretto da Daniel D'Anza.

In quattro puntate memorabili, il regista trasforma i capolavori di Edgar Allan Poe in un'esperienza visiva ipnotica e angosciante, dove l'horror psicologico incontra la raffinatezza del teatro filmato. Tra scenografie espressioniste, atmosfere claustrofobiche e interpretazioni intense, D'Anza cattura l'essenza del genio nero di Poe: la follia, l'ossessione, il terrore che si annida nell'animo umano.

Uno sceneggiato che ha segnato un'epoca, dimostrando come la televisione italiana sapesse creare opere d'arte capaci di restare impresse nella memoria collettiva. Un cult assoluto per gli amanti del gotico e del fantastico, che continua a esercitare un fascino sinistro e irresistibile.


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Recensione “All That Jazz – Lo spettacolo continua” di Bob Fosse (1979)

In questa puntata ci immergiamo nell'universo sfavillante e autodistruttivo di 'All That Jazz - Lo spettacolo continua', il capolavoro viscerale di Bob Fosse del 1979.

Un viaggio allucinato nella mente di Joe Gideon, coreografo geniale e uomo sull'orlo del collasso, dove la linea tra palcoscenico e vita reale si dissolve in una danza macabra. Fosse trasforma la sua autobiografia in un musical carnale che non teme di mostrare il lato oscuro dello showbusiness: l'ossessione per la perfezione, l'autodistruzione, l'abuso di sostanze e la ricerca spasmodica di approvazione.

Con Roy Scheider in una performance straordinaria, il film vince la Palma d'Oro a Cannes e quattro Oscar, rivoluzionando il genere musicale con una regia innovativa, montaggi frenetici e coreografie che mescolano l'eleganza di Broadway con l'angoscia esistenziale.

Un'opera che ancora oggi continua a influenzare cinema e teatro, dove ogni numero musicale è una confessione, ogni passo di danza un grido d'aiuto.


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Recensione "Balle spaziali" di Mel Brooks (1987)

"Balle Spaziali" di Mel Brooks è la parodia definitiva delle saghe fantascientifiche, un film cult del 1987 che prende di mira Star Wars con un'irriverenza geniale.

Tra citazioni improbabili, battute surreali e personaggi indimenticabili come Stella Solitaria e il Presidente Scrocco, Brooks orchestra un delirio comico che non risparmia nessuno. Dal merchandising sfrenato alle scene iconiche trasformate in gag esilaranti, questo film è un capolavoro di nonsense che ancora oggi fa ridere a crepapelle.

Con un cast straordinario guidato da Bill Pullman, John Candy e Rick Moranis, "Balle Spaziali" è la prova che la parodia può essere arte. Un viaggio folle nell'iperspazio dell'assurdo, dove nulla è sacro e tutto è possibile. Se amate la fantascienza ma non vi prendete troppo sul serio, questo è il film che fa per voi.