La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Gli uomini, che mascalzoni…” di Mario Camerini (1932)

Nel 1932, mentre il regime fascista imponeva la sua retorica anche al cinema, Mario Camerini realizza invece un piccolo miracolo di leggerezza e modernità.

"Gli uomini, che mascalzoni!" racconta la storia d'amore tra Bruno, giovane autista interpretato da un ventottenne Vittorio De Sica, e Mariuccia, commessa di un grande magazzino milanese. Il film porta la macchina da presa nelle strade di una Milano che non esiste più, tra Navigli, tram e parchi, restituendo la vita quotidiana della piccola borghesia con uno sguardo tenero e ironico. Camerini anticipa di oltre dieci anni il neorealismo, filmando persone comuni con sogni modesti in una città autentica e pulsante. La celebre gita ai laghi diventa una sinfonia visiva sulla libertà e l'evasione.

Un capolavoro del cinema italiano che dimostra come si possa essere rivoluzionari raccontando storie apparentemente semplici, dove le piccole imposture nascondono bisogni profondamente umani di dignità e felicità.


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Recensione “Gloria – Una notte d’estate” di John Cassavetes (1980)

Scopriamo "Gloria - Una notte d'estate", il thriller urbano del 1980 firmato da John Cassavetes che trasforma il cinema di genere in dramma esistenziale. Gena Rowlands regala una interpretazione indimenticabile nei panni di una donna solitaria che si ritrova a proteggere un bambino dalla malavita newyorkese.

In questa recensione esploriamo come Cassavetes reinventi il film d'azione attraverso il suo sguardo intimista, trasformando un inseguimento notturno in un viaggio emotivo sulla maternità improvvisata e la redenzione. La Rowlands domina lo schermo con una Gloria ruvida e vulnerabile, capace di passare dalla tenerezza alla ferocia in un battito di ciglia.

Analizziamo la fotografia nervosa, i silenzi carichi di tensione e quella New York notturna che diventa un personaggio a sé stante. Un film che quarant'anni dopo continua a parlare di solitudine, coraggio e seconde possibilità.


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Recensione “Il gatto” di Georges Simenon (1966)

In questa puntata esploriamo "Il gatto" di Georges Simenon, un romanzo del 1966 che trasforma la convivenza quotidiana in un duello psicologico devastante.

Tra le mura di una casa parigina, due anziani coniugi hanno smesso di parlarsi, comunicando solo attraverso biglietti carichi di rancore. Lei ha il suo pappagallo, lui il suo gatto: animali domestici diventati complici silenziosi di una guerra coniugale senza esclusione di colpi.

Simenon costruisce un dramma claustrofobico dove ogni gesto è un'arma e il silenzio diventa assordante. Una discesa negli abissi del risentimento che mostra come l'amore possa trasformarsi nel suo opposto più feroce. Un romanzo breve ma micidiale, che scava nell'animo umano con la precisione chirurgica tipica dello scrittore belga, lasciando il lettore senza fiato fino all'ultima, inquietante pagina.


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Recensione “2 sotto il divano” di Ronald Neame (1980)

Tratto dal romanzo “Spionaggio d’autore” di Brian Garfield, “2 sotto il divano” ci racconta soprattutto la fallimentare arroganza di una certa generazione nei confronti di quella passata nel mondo dello spionaggio in piena guerra fredda.

Walter Matthau e Glenda Jackson tornano a recitare insieme in una commedia d'azione che anticipa molti spunti narrativi di pellicole successiva come, una su tutte, "Red" con Bruce Willis e John Malcovich.


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Recensione "L'ultimo uomo della Terra" di Sidney Salkow e Ubaldo Ragona (1964)

Nel 1964, mentre Roma dormiva sotto le geometrie razionaliste dell'EUR, Vincent Price si aggirava tra i palazzi deserti interpretando il primo, disperato sopravvissuto all'apocalisse della storia del cinema moderno.

"L'ultimo uomo della Terra" di Sidney Salkow è il capostipite dimenticato del cinema apocalittico, il primo adattamento di "Io sono leggenda" di Richard Matheson, il film che ha ispirato Romero e che ancora oggi continua a interrogarci sul significato della sopravvivenza.

Un piccolo capolavoro girato con quattro soldi che ha anticipato di decenni le nostre paure contemporanee: dalla pandemia alla solitudine esistenziale, dalla fine della civiltà alla domanda più inquietante di tutte: quando l'umanità finisce, chi diventa davvero il mostro? Scopriamolo insieme in questa nuova puntata de "La Foglia d'Acanto".