La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Lo straniero” di Orson Welles (1946)

In questa puntata analizziamo "Lo straniero", thriller psicologico diretto da Orson Welles nel 1946, che segna il suo ritorno a Hollywood dopo le difficoltà seguite a "Quarto potere".

Welles interpreta anche il ruolo principale di Franz Kindler, criminale nazista nascosto in una tranquilla cittadina del Connecticut sotto falsa identità. Edward G. Robinson è l'investigatore Wilson, determinato a smascherarlo, mentre Loretta Young interpreta la moglie ignara che scoprirà progressivamente la vera natura del marito. Il film rappresenta uno dei primi tentativi cinematografici di affrontare gli orrori del nazismo e dei campi di concentramento, mostrando immagini documentaristiche che all'epoca sconvolsero il pubblico. Welles costruisce un'atmosfera claustrofobica e inquietante, utilizzando sapientemente luci e ombre secondo la sua inconfondibile maestria visiva.

La tensione cresce gradualmente attraverso dettagli apparentemente innocui che rivelano l'ossessione del protagonista per l'orologio della torre cittadina. Un noir intenso che mescola suspense hitchcockiana e riflessione morale sul male nascosto nell'apparente normalità.


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Recensione “Gli indimenticabili Cetra” di Virgilio Savona (1992)

In questa puntata esploriamo il libro "Gli indimenticabili Cetra" di Virgilio Savona, pubblicato nel 1992, un'opera che rappresenta una testimonianza preziosa sulla storia del Quartetto Cetra.

Savona, membro storico del celebre gruppo vocale italiano, racconta dall'interno l'avventura artistica che ha segnato la musica leggera italiana dal dopoguerra alle soglie degli anni Novanta.

Il volume offre aneddoti, ricordi personali e retroscena di una carriera straordinaria che ha attraversato radio, televisione e teatro. Attraverso la voce di uno dei protagonisti, scopriamo come nascevano le famose armonie vocali, le dinamiche del gruppo e l'evoluzione del loro stile inconfondibile. Un documento storico fondamentale per comprendere non solo il Quartetto Cetra, ma un'intera epoca della canzone italiana.

Per gli appassionati di musica italiana e storia dello spettacolo, questo libro costituisce una lettura imprescindibile che illumina un capitolo glorioso della nostra cultura, e non solo quella popolare.


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Recensione “Viale del Tramonto” di Billy Wilder (1950)

Nel 1950 Billy Wilder osò l'impensabile: raccontare a Hollywood la verità su se stessa. "Viale del tramonto" è il ritratto spietato di una diva dimenticata che vive tra le rovine della propria gloria passata, servita da un maggiordomo devoto e sfruttata da uno sceneggiatore cinico.

Gloria Swanson e William Holden danno vita a uno dei duelli interpretativi più intensi della storia del cinema, in una villa decadente che diventa metafora perfetta dell'industria cinematografica stessa. Wilder costruisce un noir gotico dove ogni inquadratura è un capolavoro di fotografia espressionista e ogni battuta nasconde strati di significato.

Una pellicola che parla di fama, follia e del rifiuto di invecchiare con una lucidità che ancora oggi disturba e affascina. Un film che Hollywood non voleva vedere ma che non ha mai potuto dimenticare.


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Recensione “Unico indizio la luna piena” di Daniel Attias (1985)

Con "Unico indizio la luna piena" Daniel Attias è riuscito a creare un'opera che bilancia perfettamente tensione psicologica e orrore viscerale.

Analizzeremo la trasformazione del tranquillo paese della provincia americana diventa il teatro di terrore notturno, dove un giovane ragazzo disabile diventa l'improbabile eroe contro una minaccia che si nasconde tra i volti familiari della comunità.

Scopriremo come il film affronti temi profondi come l'innocenza perduta, il coraggio di fronte all'ignoto e la dualità della natura umana. Un viaggio nel cinema horror che ha influenzato generazioni di registi e appassionati del genere grazie al romanzo originale e alla sceneggiatura firmati dal Re Stephen King.


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Recensione “Il Gatto con gli Stivali” di Kimio Yabuki (1969)

In questo episodio esploriamo un vero gioiello dell'animazione giapponese spesso dimenticato: "Il gatto con gli stivali" diretto da Kimio Yabuki nel 1969 per la Toei Animation.

Questo adattamento della celebre fiaba europea rappresenta un momento cruciale nella storia dell'animazione nipponica, quando gli studios giapponesi cercavano di conquistare il mercato occidentale con produzioni ambiziose e tecnicamente raffinate.

Il film racconta le avventure del furbo felino Pero che, con astuzia e coraggio, aiuta il giovane Pierre a conquistare il cuore della principessa Rosa e a sconfiggere il malvagio orco Lucifero. L'opera si distingue per uno stile visivo elegante che fonde l'estetica europea con la sensibilità giapponese, creando sequenze d'azione dinamiche e momenti di autentica poesia visiva. Analizzeremo come questo film abbia rappresentato un ponte culturale tra Oriente e Occidente, aprendo la strada a future collaborazioni internazionali.

Non è un caso, quindi, che fra i suoi animatori ci sia un giovane Hayao Miyazaki. Un viaggio nostalgico ma anche critico in un classico che ha segnato la storia del cinema d'animazione mondiale.