La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Radio Days” di Woody Allen (1987)

Quando la radio era magia pura e ogni famiglia si riuniva intorno alle onde sonore: "Radio Days", il capolavoro nostalgico di Woody Allen che celebra l'epoca d'oro dell'intrattenimento americano attraverso gli occhi di un bambino nel Queens degli anni '40.

Un mosaico di ricordi autobiografici dove le voci della radio accompagnano la vita quotidiana di una famiglia come tante di Brooklyn, mescolando la grande Storia con le piccole storie domestiche durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un film corale che intreccia le vicende dei protagonisti radiofonici con quelle della famiglia del piccolo Joe, creando un ponte poetico tra il mondo dello spettacolo e la realtà popolare.

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Recensione “Un cappello pieno di pioggia” di Fred Zinnemann (1957)

Nel 1957, Fred Zinnemann realizza un film che anticipa di anni le grandi questioni sociali degli anni '60: la tossicodipendenza, i traumi di guerra, la distruzione dei legami familiari.

Con Anthony Franciosa, Eva Marie Saint e Don Murray in stato di grazia interpretativa, "Un cappello pieno di pioggia" è un capolavoro del realismo sociale americano che parla ancora oggi alle nostre coscienze.


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Recensione “Oscar insanguinato” di Douglas Hickox (1973)

Quando il teatro diventa letale e la critica si trasforma in una condanna a morte: "Oscar Insanguinato", il thriller gotico di Douglas Hickox che trasformò Shakespeare in un incubo di vendetta, dove Vincent Price interpreta Edward Lionheart, un attore shakespeariano umiliato dai critici che orchestra la sua macabra rivalsa.

Un film che eleva l'horror a forma d'arte, trasformando Londra in un palcoscenico dove la cultura alta incontra il Grand Guignol, e dove ogni verso immortale nasconde una trappola mortale.

Douglas Hickox dirige con maestria questo cocktail di black comedy e terrore psicologico, supportato da un cast stellare che include Diana Rigg e Ian Hendry, creando un'opera unica che celebra e profana allo stesso tempo il patrimonio teatrale britannico in una delle interpretazioni più memorabili di Vincent Price.


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Recensione “Untamed” di Elle Smith e Mark L. Smith (2025)

Nelle vastità selvagge di Yosemite National Park, dove la natura regna sovrana, un omicidio sconvolge l'equilibrio millenario. "Untamed", la nuova serie Netflix creata da Elle Smith e Mark L. Smith (The Revenant), trasforma il più iconico parco americano in un teatro di tensione e mistero.

Eric Bana veste i panni di Kyle Turner, agente dell'Investigative Services Branch, chiamato a indagare su un crimine che sembra sfidare ogni logica. Ma in un luogo dove le convenzioni sociali si sgretolano di fronte alla maestosità della natura selvaggia, ogni certezza diventa fragile, ogni sospetto prende forma.

Con un cast stellare che include Lily Santiago, Rosemarie DeWitt e Sam Neill, "Untamed" non è solo un thriller noir: è una meditazione profonda sui nostri impulsi più oscuri, sul peso della memoria e sulla possibilità di redenzione quando sembra non esserci via d'uscita.

Sei episodi di pura tensione, dove ogni panorama mozzafiato nasconde segreti inconfessabili e dove la natura stessa sembra giudicare le azioni degli uomini.