La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

En cours de lecture

Recensione “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder (1959)

Quando Billy Wilder decise di far travestire Tony Curtis e Jack Lemmon da musiciste e di affiancargli una Marilyn Monroe indimenticabile, stava creando molto più di una semplice commedia: stava firmando uno dei capolavori assoluti del cinema.

"A qualcuno piace caldo" è una macchina comica perfetta che nasconde sotto la superficie leggera una profondità e un'intelligenza rare. In questa puntata esploriamo come Wilder sia riuscito a sovvertire le convenzioni hollywoodiane degli anni Cinquanta, a creare personaggi memorabili e a regalare al mondo una delle battute finali più geniali della storia del cinema.

Un viaggio nell'America del proibizionismo che parla ancora oggi alla nostra contemporaneità.

En cours de lecture

Recensione “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman (1957)

In questa puntata ci immergiamo ne "Il posto delle fragole", il capolavoro del 1957 di Ingmar Bergman che ha cambiato per sempre il modo di raccontare il tempo al cinema.

Victor Sjöström, pioniere del cinema svedese, interpreta un anziano medico che durante un viaggio verso Lund per ricevere una laurea honoris causa si ritrova a fare i conti con i fantasmi del suo passato.

Bergman costruisce un film visionario dove incubi e ricordi si mescolano alla realtà, dove ogni immagine diventa simbolo dell'angoscia esistenziale e della ricerca impossibile di redenzione. Con Bibi Andersson e Ingrid Thulin in ruoli indimenticabili, il film ci trascina in un viaggio interiore spietato attraverso rimpianti, amori perduti e la paura della morte.

La celebre sequenza dell'incubo resta una delle scene più potenti mai girate, tanto da influenzare generazioni di cineasti e scrittori, come me.

Un film che non invecchia mai perché parla di quello che ci portiamo dentro tutti: il peso delle scelte non fatte e il bisogno disperato di chiedere perdono.

En cours de lecture

Recensione “Sojux 111 Terrore su Venere” di Kurt Maetzig (1960)

Oggi vi porto nello spazio profondo con un gioiello dimenticato della fantascienza della Guerra Fredda: "Sojux 111 Terrore su Venere" di Kurt Maetzig.

Questa coproduzione tedesco-orientale e polacca del 1960, tratta dal romanzo di Stanisław Lem, racconta di una misteriosa bobina magnetica venusiana scoperta sulla Terra che rivela piani di attacco alieni. Un equipaggio internazionale parte a bordo della nave Kosmokrator per scoprire la verità, trovando su Venere le rovine di una civiltà avanzatissima autodistruttasi con armi atomiche.

Il film è un monito potente contro la corsa agli armamenti nucleari, mascherato da avventura spaziale, con scenografie surreali e visionarie che anticipano estetiche future.

Maetzig costruisce una fantascienza adulta e responsabile che riflette sui pericoli dell'autodistruzione umana, in piena corsa spaziale tra Est e Ovest.


En cours de lecture

Recensione “Birra ghiacciata ad Alessandria” di John Lee Thompson (1958)

Oggi vi parlo di un piccolo capolavoro britannico del cinema bellico che sfida ogni convenzione: "Birra ghiacciata ad Alessandria" di John Lee Thompson.

Questo thriller del 1958 ci porta nel deserto nordafricano del 1942, dove un'ambulanza malconcia trasporta un gruppo eterogeneo attraverso sabbie infuocate, campi minati e linee nemiche. John Mills offre una interpretazione straordinaria nel ruolo del Capitano Anson, un ufficiale alcolista sfinito dalla guerra che sogna una birra ghiacciata al bar di Alessandria. Più che di battaglie, il film parla di sopravvivenza umana, di dipendenza, di solidarietà che nasce dall'avversità.

La tensione è palpabile in ogni scena: sentiamo il calore asfissiante, la sete che brucia, il peso della fatica. Insieme a Sylvia Syms, Anthony Quayle e Harry Andrews, Mills costruisce un dramma intimista che esplora l'animo umano sotto pressione estrema. Un film che vi terrà incollati allo schermo e vi farà desiderare quella birra tanto quanto i protagonisti.

En cours de lecture

Recensione “L’uomo di Filadelfia” di Richard Powell (1958)

Quando la facciata crolla, cosa rimane?

Richard Powell nel 1958 scrive "L'uomo di Filadelfia" e ci regala un ritratto spietato dell'America che si guarda allo specchio senza riconoscersi. Anthony Judson Lawrence è l'avvocato perfetto della Philadelphia aristocratica, ma sotto il successo e la rispettabilità c'è solo vuoto. Powell non giudica, mostra.

E nel mostrare ci costringe a fare i conti con la domanda più scomoda: quanto di noi è autentico e quanto è solo maschera? Un romanzo del 1958 che parla a noi oggi con una lucidità feroce. Niente consolazioni facili, niente redenzioni immeritate. Solo lo specchio nudo della verità.

Perché alcune crepe nel vetro non si possono più ignorare.