La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Il piatto piange” di Piero Chiara (1962)

A Luino, sulla sponda varesina del Lago Maggiore, tra gli anni Trenta e la fine della guerra, c'è gente che gioca. Non per divertimento, ma per fame di vita, per disperazione, per quella voglia di evasione che ti prende quando sei bloccato in una provincia dove le giornate scorrono tutte uguali.

Piero Chiara, in "Il piatto piange", racconta il vizio del gioco d'azzardo come metafora perfetta della vita in provincia: desideri che si trasformano in ossessioni, speranze che si infrangono su un tavolo verde, illusioni che promettono salvezza e consegnano rovina. Il narratore è dentro la storia, non giudica dall'alto ma si mescola agli altri giocatori con la stessa febbre.

Un romanzo del 1962 che fotografa meccanismi ancora attualissimi: la provincia che cerca disperatamente di essere altro, l'illusione di controllare il destino, la trappola che si traveste da salvezza.

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Recensione “La sposa cadavere” di Mike Johnson e Tim Burton (2005)

Scopriamo insieme l'incantevole mondo gotico di "La sposa cadavere", capolavoro in stop-motion firmato da Tim Burton e Mike Johnson.

Questa fiaba dark del 2005 ci trasporta tra il regno dei vivi e quello dei morti, seguendo le vicende del timido Victor che, per un errore, si ritrova sposato con Emily, una sposa defunta dal cuore vibrante.

Tra scenografie mozzafiato e personaggi indimenticabili, il film esplora temi profondi come l'amore vero, la libertà di scelta e il coraggio di seguire il proprio cuore.

Un'opera che commuove e affascina, dimostrando come la vera bellezza risieda nell'anima.


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Recensione “I giovedì della signora Giulia” di Paolo Nuzzi e Massimo Scaglione (1970)

Nella quiete borghese della provincia italiana un appuntamento settimanale diventa il teatro di una trasgressione silenziosa. La miniserie del 1970 diretta da Paolo Nuzzi e Massimo Scaglione porta sullo schermo il raffinato romanzo "I giovedì della signora Giulia" di Piero Chiara.

Tra convenzioni sociali oppressive e desideri repressi, la narrazione esplora con eleganza e ironia la doppia morale di un'epoca, dove le apparenze contavano più della felicità individuale. La regia sobria e attenta restituisce l'atmosfera claustrofobica di una società che giudica senza pietà, mentre i personaggi si muovono tra sensi di colpa e aneliti di libertà.

Un ritratto spietato e malinconico dell'ipocrisia piccolo-borghese, dove ogni gesto fuori dalle righe rischia di diventare scandalo. Una produzione RAI che ha saputo tradurre in immagini la prosa cristallina di Chiara, mantenendo intatta la forza critica dell'originale letterario.


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Recensione “La fortezza nascosta” di Akira Kurosawa (1958)

Quando due contadini smidollati incontrano un samurai leggendario e una principessa in fuga, nasce uno dei film più influenti della storia del cinema.

Akira Kurosawa nel 1958 gira "La fortezza nascosta", un'avventura epica raccontata dal basso, attraverso gli occhi di chi vorrebbe solo sopravvivere. Con Toshiro Mifune in stato di grazia, paesaggi che tolgono il fiato e una struttura narrativa che ispirerà persino George Lucas per il suo "Guerre Stellari - Una nuova speranza", questo film dimostra che il cinema di genere può essere arte pura senza perdere un grammo di intrattenimento.

Tra duelli filosofici, umorismo nero e riflessioni sul potere, Kurosawa ci regala un capolavoro che non invecchia mai.

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Recensione “L’Ombra dello Scorpione” di Mick Garris (1994)

"L'ombra dello scorpione" di Mick Garris è una delle miniserie più ambiziose e riuscite degli anni '90. Tratta dal monumentale romanzo di Stephen King, questa produzione del 1994 ci trasporta in un'America devastata da una pandemia mortale, dove i sopravvissuti si dividono tra il bene e il male in una battaglia apocalittica. Con un cast corale eccezionale guidato da Gary Sinise, la serie cattura l'essenza epica del libro originale.

Tra visioni profetiche, viaggi attraverso un continente deserto e l'eterna lotta tra luce e oscurità, Garris riesce a condensare in sei ore un affresco potente sulla natura umana messa alla prova.