La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “La Dea” di Lorenzo Mediano (2010)

Lorenzo Mediano ci porta alle origini della civiltà, nella Mesopotamia alle soglie del Neolitico, quando l'umanità stava compiendo il passaggio epocale dalla vita nomade a quella sedentaria.

In questo scenario primordiale si svolge una storia di sopravvivenza, spiritualità e trasformazione che coinvolge una comunità alle prese con le prime forme di agricoltura e organizzazione sociale. Il romanzo esplora il ruolo fondamentale della figura femminile in queste società antiche, dove il culto della fertilità e della dea madre rappresentava il centro della vita spirituale.

Attraverso una narrazione intensa, l'autore ci fa immergere in un mondo dove mito e realtà si confondono, dove nascono i primi villaggi e con essi le prime gerarchie sociali, quando il matriarcato dominava la società. Un viaggio affascinante alle radici della nostra civiltà, che ci mostra come molte dinamiche umane affondino le loro origini in tempi remotissimi.


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Recensione “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola (1974)

Nel 1974 Ettore Scola firma un capolavoro che va oltre il cinema: è un affresco di trent'anni di Italia repubblicana raccontato attraverso tre amici partigiani e una donna che diventa il loro destino.

Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli incarnano i volti di una generazione che ha sognato di cambiare il mondo e si è ritrovata a doversi adattare a un Paese che cambiava troppo in fretta.

Dal bianco e nero della Resistenza ai colori disillusi degli anni Settanta, "C'eravamo tanto amati" è commedia e tragedia insieme, nostalgia e lucidità, documento storico e opera d'arte senza tempo.

Con la sua struttura innovativa, le interpretazioni memorabili e quella celebre scena del madonnaro dove il colore irrompe nella memoria, Scola ci regala uno degli ultimi grandi esempi di commedia all'italiana e una meditazione universale su amicizia, amore, tradimento e ideali perduti.

Un film da rivedere a ogni età della vita, perché ogni volta ci restituisce qualcosa di diverso e profondamente vero.

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Recensione “La mia vita a quattro zampe” di Lasse Hallström (1985)

Nel 1985 Lasse Hallström firma un piccolo capolavoro che racconta l'infanzia senza retorica né nostalgia. "La mia vita a quattro zampe" è la storia di Ingemar, dodicenne svedese che affronta la malattia della madre e l'assenza del padre trasferendosi in un paesino di campagna.

Tra la neve eterna della provincia svedese e la metafora straziante della cagnetta Laika spedita sola nello spazio, il film esplora con delicatezza rara la solitudine infantile e la capacità di resistere al dolore.

Un'opera che ha portato il cinema svedese agli Oscar e che resta una delle rappresentazioni più autentiche e toccanti dell'infanzia mai portate sullo schermo. Hallström dimostra che si può parlare di sofferenza senza vittimismo e di crescita senza zucchero, regalandoci un film necessario cheche commuove proprio per la sua mancanza di sentimentalismi.

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Recensione “Lo straniero” di Orson Welles (1946)

In questa puntata analizziamo "Lo straniero", thriller psicologico diretto da Orson Welles nel 1946, che segna il suo ritorno a Hollywood dopo le difficoltà seguite a "Quarto potere".

Welles interpreta anche il ruolo principale di Franz Kindler, criminale nazista nascosto in una tranquilla cittadina del Connecticut sotto falsa identità. Edward G. Robinson è l'investigatore Wilson, determinato a smascherarlo, mentre Loretta Young interpreta la moglie ignara che scoprirà progressivamente la vera natura del marito. Il film rappresenta uno dei primi tentativi cinematografici di affrontare gli orrori del nazismo e dei campi di concentramento, mostrando immagini documentaristiche che all'epoca sconvolsero il pubblico. Welles costruisce un'atmosfera claustrofobica e inquietante, utilizzando sapientemente luci e ombre secondo la sua inconfondibile maestria visiva.

La tensione cresce gradualmente attraverso dettagli apparentemente innocui che rivelano l'ossessione del protagonista per l'orologio della torre cittadina. Un noir intenso che mescola suspense hitchcockiana e riflessione morale sul male nascosto nell'apparente normalità.


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Recensione “Gli indimenticabili Cetra” di Virgilio Savona (1992)

In questa puntata esploriamo il libro "Gli indimenticabili Cetra" di Virgilio Savona, pubblicato nel 1992, un'opera che rappresenta una testimonianza preziosa sulla storia del Quartetto Cetra.

Savona, membro storico del celebre gruppo vocale italiano, racconta dall'interno l'avventura artistica che ha segnato la musica leggera italiana dal dopoguerra alle soglie degli anni Novanta.

Il volume offre aneddoti, ricordi personali e retroscena di una carriera straordinaria che ha attraversato radio, televisione e teatro. Attraverso la voce di uno dei protagonisti, scopriamo come nascevano le famose armonie vocali, le dinamiche del gruppo e l'evoluzione del loro stile inconfondibile. Un documento storico fondamentale per comprendere non solo il Quartetto Cetra, ma un'intera epoca della canzone italiana.

Per gli appassionati di musica italiana e storia dello spettacolo, questo libro costituisce una lettura imprescindibile che illumina un capitolo glorioso della nostra cultura, e non solo quella popolare.