La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

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Recensione “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola (1992)

Francis Ford Coppola nel 1992 decide di portare sullo schermo il Dracula definitivo, quello che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di raccontare davvero.

Con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins e Keanu Reeves costruisce un'opera che è prima di tutto un'esperienza visiva travolgente. Le ombre si muovono da sole, il rosso del sangue esplode come un urlo, i costumi di Eiko Ishioka trasformano i personaggi in creature mitologiche. Trent'anni dopo, questo film continua a lasciare senza fiato per la sua forza visionaria.

Coppola usa effetti pratici e trucchi da cinema delle origini che danno al film una materialità che il digitale non riesce a eguagliare. Non è solo un horror: è una storia d'amore sporca e disperata, un viaggio nell'ossessione e nella dannazione. È cinema che osa, che rischia, che crede ancora nel potere dell'immagine di dire ciò che le parole non possono. Un'opera che resta impressa nella memoria e sotto la pelle.

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Recensione “Johan Padan a la discoverta de le Americhe” di Dario Fo e Giulio Cingoli (2002)

In questa puntata analizziamo il film d'animazione tratto dall'omonimo monologo di Dario Fo, un viaggio satirico e visionario alla scoperta del Nuovo Mondo attraverso gli occhi di un furfante veneziano.

Johan Padan diventa testimone irriverente della conquista delle Americhe, ribaltando con intelligenza feroce la retorica ufficiale dei conquistadores. L'animazione di Giulio Cingoli traduce in immagini la verve teatrale di Fo, mantenendo intatta la forza eversiva del testo originale. Tra avventure picarescheе denuncia sociale, il film racconta lo scontro di civiltà con uno sguardo che privilegia gli sconfitti della storia.

Un'opera che mescola comicità popolare e riflessione politica, dimostrando come l'animazione possa essere strumento di critica culturale. Un capolavoro che merita di essere riscoperto per la sua attualità e il suo coraggio narrativo.

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Recensione “Colpo di spugna” di Jim Thompson (1964)

In questa puntata esploriamo "Colpo di Spugna", capolavoro oscuro di Jim Thompson del 1964 che ci trascina nell'abisso della psiche umana. Seguiamo la discesa agli inferi di un protagonista intrappolato in una spirale di violenza, paranoia e autodistruzione.

Thompson costruisce un racconto claustrofobico dove la linea tra vittima e carnefice si dissolve pagina dopo pagina. Il noir si fa qui strumento per indagare l'irrazionalità che si nasconde sotto la superficie della normalità, con una prosa tagliente che non concede respiro.

Un romanzo che anticipa il thriller psicologico moderno e conferma "Big" Jim Thompson come maestro indiscusso del lato più nero dell'animo umano. Una lettura disturbante, necessaria, indimenticabile.

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Recensione “Monty Phyton e il Sacro Graal” di Terry Gilliam e Terry Jones (1975)

Torniamo nel fangoso Medioevo britannico per parlare di uno dei film comici più influenti e sovversivi della storia del cinema: "Monty Python e il Santo Graal" di Terry Gilliam e Terry Jones.

Un'opera che ha trasformato la leggenda arturiana in un manifesto di anarchia comica, dove Re Artù galoppa senza cavallo, i cavalieri discutono di filosofia mentre perdono gli arti, e un coniglio diventa la creatura più letale del regno. Analizziamo come i Monty Python abbiano decostruito non solo un genere cinematografico, ma il linguaggio stesso del cinema, creando un capolavoro di nonsense intelligente che ancora oggi ci insegna che l'assurdo può essere la forma più onesta di verità.

Un film che ride di tutto, specialmente di se stesso, e che ci ricorda che la libertà creativa non conosce limiti quando si ha il coraggio di infrangere ogni regola.


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Recensione “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson (2005)

Questa puntata è dedicata al capolavoro di Stieg Larsson che ha rivoluzionato il thriller scandinavo. Attraverso le pagine di "Uomini che odiano le donne" viviamo l'indagine condotta dal giornalista Mikael Blomkvist e dall'indimenticabile hacker Lisbeth Salander, impegnati a risolvere la misteriosa scomparsa di una giovane donna avvenuta quarant'anni prima.

Un thriller che non è solo intrattenimento ma anche denuncia sociale, capace di far riflettere sui meccanismi del potere e sulla condizione femminile. Un'opera imperdibile per chi ama il genere noir e cerca storie che lasciano il segno.