La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

En cours de lecture

Recensione “Appuntamento a Belleville” di Sylvain Chomet (2003)

Una nonna con la schiena storta e una scarpa ortopedica che cigola. Un nipote silenzioso che trova nella bicicletta l'unica forma di espressione di sé. Un pedalò attraverso l'oceano.

Con "Appuntamento a Belleville", Sylvain Chomet firma nel 2003 uno dei film d'animazione più originali e malinconici del cinema europeo, raccogliendo candidature all'Oscar e il confronto immediato con il grande Hayao Miyazaki.

Un lungometraggio quasi privo di dialoghi che racconta, attraverso corpi grotteschi e una colonna sonora jazz indimenticabile, l'amore assoluto e invincibile di una nonna verso il suo nipote. Un film per adulti, non per bambini. Da vedere e rivedere.

En cours de lecture

Recensione “Hamnet – Nel nome del figlio” di Chloé Zhao (2025)

In questa puntata parliamo di "Hamnet – Nel nome del figlio", il film del 2025 con cui Chloé Zhao adatta per il grande schermo il romanzo di Maggie O'Farrell sulla storia vera, o almeno verosimile, di Agnes Hathaway e di suo marito Will, quello che il mondo conosce come William Shakespeare.

Un film lento nel senso nobile del termine, girato con la consueta sensibilità visiva di Zhao, che trova la sua anima vera nell'interpretazione straordinaria di Jessie Buckley: un'Agnes selvatica, ostinata, capace di portare sullo schermo un dolore che non ha bisogno di spiegazioni per arrivare dritto allo stomaco.

En cours de lecture

Recensione “Il tesoro di Vera Cruz” di Don Siegel (1949)

In questo episodio parliamo di un piccolo gioiello del cinema americano di fine anni Quaranta che molti non conoscono abbastanza: "The Big Steal" di Don Siegel, arrivato da noi con il fuorviante titolo "Il tesoro di Vera Cruz".

Un noir che sa essere brillante e irriverente senza smettere di essere duro, con un Robert Mitchum in stato di grazia alle prese con inseguimenti, sparatorie e una femme fatale d'eccezione come Jane Greer, il tutto ambientato in un Messico polveroso e implacabile. Siegel costruisce un film ibrido e originalissimo, dove le battute da commedia sofisticata convivono con la tensione del genere senza che l'insieme perda mai coerenza o ritmo.

Una regia sicura, una sceneggiatura firmata da Daniel Mainwaring — il futuro autore dello script de "L'invasione degli ultracorpi" — e quel gusto per l'ironia tagliente che distingue i grandi autori dai semplici artigiani. Un titolo da recuperare assolutamente, con qualche curiosità finale sui nostri distributori e le loro scelte... creative.

En cours de lecture

Recensione “Le vacanze di monsieur Hulot” di Jacques Tati (1953)

Siamo nel 1953 e su una piccola spiaggia atlantica francese arriva lui: Monsieur Hulot, con la sua andatura impossibile, la sua pipa e la sua capacità unica di trasformare ogni situazione ordinaria in un capolavoro di comicità gentile.

In questa puntata parlo di Jacques Tati, mimo, attore e regista francese oggi quasi dimenticato, che con questo film ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della commedia cinematografica mondiale. Un'opera in bianco e nero, delicata e poetica, che ha ispirato generazioni di comici — da Rowan Atkinson a Paolo Villaggio — e che ancora oggi sa regalare sorrisi autentici e qualche momento di inaspettata commozione.

Con una colonna sonora che non si dimentica più e un protagonista che sembra venuto da un altro mondo, "Le vacanze di Monsieur Hulot" è uno di quei film che andrebbero prescritti come medicine nelle serate più malinconiche.

En cours de lecture

Recensione “The Wrestler” di Darren Aronofsky (2008)

In questa puntata de "La Foglia d'Acanto" parliamo di un film che fa male nel modo giusto: "The Wrestler" di Darren Aronofsky, uscito nel 2008 e capace ancora oggi di colpirti allo stomaco con una forza rara.

Mickey Rourke — doppiato da noi da uno straordinario Francesco Pannofino — interpreta Randy "The Ram" Robinson, un ex campione di wrestling che cerca di non scomparire in un'America che lo ha già dimenticato.

Accanto a lui, una Marisa Tomei sensuale e malinconica, resa in italiano dalla bravissima Emanuela Rossi, e una colonna sonora che culmina nella canzone "The Wrestler", scritta e cantata da Bruce Springsteen appositamente per il film per amicizia con lo stesso Rourke.

Un capolavoro discreto e potente, girato con camera a mano e cuore aperto. Ve lo racconto senza spoiler, come sempre.