La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.

En cours de lecture

Recensione “Carlito’s Way” di Brian De Palma (1993)

"Carlito's Way" di Brian De Palma è una tragedia moderna che ci ricorda come il passato non lasci mai andare chi ha vissuto troppo intensamente. Al Pacino regala uno dei suoi personaggi più toccanti: Carlito Brigante, un ex criminale che sogna la redenzione ma scopre che la strada ha una memoria lunga e spietata.

Tra le luci al neon della New York anni Settanta, con Sean Penn irriconoscibile nei panni di un avvocato corrotto e una colonna sonora che è pura magia disco, De Palma costruisce un capolavoro barocco sul destino e sui sogni impossibili. Un film che ti stringe il cuore e non ti molla più, dove ogni inquadratura è un quadro e ogni dialogo nasconde una verità amara.

La sequenza finale alla Grand Central Station è leggenda pura del cinema. Questo è cinema che lascia il segno, romantico e struggente fino all'ultimo fotogramma.

En cours de lecture

“L’uomo della Torre Eiffel” di Burgess Meredith (1949)

Nel 1949, poco prima di essere travolto dalla tempesta maccartista, Burgess Meredith dirige il suo unico film: "L'uomo della Torre Eiffel" un noir parigino con Charles Laughton nei panni di un Maigret completamente inedito.

Girato tra le strade di una Parigi che si rialza dalla guerra, il film trasforma la Torre Eiffel in un personaggio vero e proprio, protagonista di sequenze mozzafiato. Laughton reinventa il celebre commissario di Georges Simenon con un'interpretazione cerebrale e tormentata, lontana anni luce dalle versioni classiche di Cervi e Gabin.

La fotografia a colori cattura atmosfere oniriche e malinconiche, mentre Meredith dimostra un talento registico che purtroppo non avrà mai più occasione di esprimere. Un esperimento affascinante di contaminazione tra noir americano ed eleganza europea, un film dimenticato che merita riscoperta.

En cours de lecture

Recensione “Le vacanze di monsieur Hulot” di Jacques Tati (1953)

Siamo nel 1953 e su una piccola spiaggia atlantica francese arriva lui: Monsieur Hulot, con la sua andatura impossibile, la sua pipa e la sua capacità unica di trasformare ogni situazione ordinaria in un capolavoro di comicità gentile.

In questa puntata parlo di Jacques Tati, mimo, attore e regista francese oggi quasi dimenticato, che con questo film ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della commedia cinematografica mondiale. Un'opera in bianco e nero, delicata e poetica, che ha ispirato generazioni di comici — da Rowan Atkinson a Paolo Villaggio — e che ancora oggi sa regalare sorrisi autentici e qualche momento di inaspettata commozione.

Con una colonna sonora che non si dimentica più e un protagonista che sembra venuto da un altro mondo, "Le vacanze di Monsieur Hulot" è uno di quei film che andrebbero prescritti come medicine nelle serate più malinconiche.

En cours de lecture

Recensione “Una giornata particolare” di Ettore Scola (1977)

In questa puntata parliamo di "Una giornata particolare" di Ettore Scola, un capolavoro del 1977 che ci racconta l'incontro tra due anime emarginate durante la visita di Hitler a Roma.

Sophia Loren e Marcello Mastroianni regalano interpretazioni straordinarie in un film che denuncia l'omofobia e l'oppressione delle donne durante il fascismo. A distanza di quasi cinquant'anni, questa pellicola mantiene una forza devastante e ci interroga sul presente: quanto siamo davvero cambiati?

Il femminicidio, le discriminazioni sul lavoro, il bullismo verso i giovani LGBT ci dicono che la strada è ancora lunga. Scola ci ha lasciato un manifesto di umanità e resistenza che andrebbe visto e rivisto, soprattutto oggi. Un film necessario che parla dritto al cuore e alla coscienza di chi lo guarda.

En cours de lecture

Recensione “Kill Bill vol.2 ” di Quentin Tarantino (2004)

In questa puntata concludiamo il viaggio nella vendetta tarantiniana esplorando il secondo volume, quello che cambia completamente registro.

"Kill Bill Vol. 2" abbandona l'esplosione visiva per abbracciare il western crepuscolare, rallenta il ritmo per scavare nelle emozioni e nelle conseguenze. Analizziamo la formazione con Pai Mei come cuore filosofico dell'opera, la sepoltura viva come momento di verità esistenziale, e il confronto finale con Bill interpretato da un malinconico David Carradine che trasforma il villain in figura tragica.

Dalla roulotte di Budd ai deserti messicani, scopriamo come Tarantino sappia bilanciare azione e contemplazione, violenza e tenerezza, chiudendo un dittico che dimostra la maturità narrativa dietro il virtuosismo formale.